Stadio della Roma, Fassina e Grancio tornano all’attacco

“Ora e’ evidente perché la Sindaca decise di secretare il parere dell’Avvocatura del Campidoglio: voleva continuare a spaventare i consiglieri della sua maggioranza con lo spettro delle penali. L’annullamento dell’interesse pubblico era possibile, come richiesto dalla proposta di delibera Grancio-Fassina, e dal parere pro-veritate meritoriamente richiesto dal gruppo 5s della Regione Lazio. Non esiste alcun diritto acquisto dei proponenti lo confermava anche il parere dell’avvocatura comunale secretato dalla sindaca. Sapevano, quindi, di poter andare in annullamento ma per ragioni, tutte da chiarire anche da parte della magistratura contabile, la maggioranza 5s in Campidoglio non ha voluto vedere”. Lo dichiarano i consiglieri capitolini Cristina Grancio e Stefano Fassina.
“Ora è in campo la magistratura, ancora una volta scelte politiche responsabili sono state relegate a mero fatto giudiziario. Sindaca non si governa Roma con i sotterfugi – aggiungono i consiglieri – soprattutto da parte di una forza politica che ha fatto della trasparenza e legalità la sua bandiera identitaria. Ora l’Assemblea Capitolina, in tutte le sue componenti di maggioranza e opposizione, è in grado di fare la scelta giusta, procedendo all’annullamento dell’interesse pubblico, come da noi proposto”, concludono.
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