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  • martedì 7 dicembre 2021

Giochi, da legali diventano illegali. Una filiera in mano alle mafie

Persi oltre 4,5 miliardi di euro


 


 


“La crisi del settore dei giochi autorizzati causata dalle chiusure legate al Covid, in Italia, sta devastando le imprese del settore e favorendo il business illegale della grande criminalità organizzata che gestisce le scommesse illegali. Il governo deve farsi assolutamente carico del problema e intervenire con un sostegno economico, adottando quanto prima misure per la riapertura delle attività e reprimendo le diramazioni illecite del sistema giochi”. La denuncia è di Riccardo Pedrizzi, già Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato dal 2001 al 2006. “La filiera del gioco legale, che nel passato ha contribuito al gettito dello Stato per oltre 11 miliardi di Euro nei primi 10 mesi dello scorso anno ha visto ridursi queste entrate di 4,5 miliardi. Circa l’80% del calo è imputabile alla perdita di gettito registrata dal canale retail (sale gioco, agenzie di scommesse e Bingo) non solo per le chiusure disposte dai vari DPCM, ma perché i giocatori si sono spostati sul gioco illegale, come ha recentemente confermato il direttore generale delle Dogane e dei Monopoli, prof. Marcello Minenna”. Secondo Pedrizzi, le cause del crollo del gioco legale e dell’incremento di quello illegale sono molteplici: “Innanzitutto il trattamento penalizzante di un settore che aveva predisposto un rigoroso protocollo per il contenimento del Covid 19 e che con il Dpcm dello scorso 24 ottobre e quello degli scorsi giorni ha visto la nuova chiusura di tutte le sale ed i casinò, a differenza di altre attività economiche. Eppure non risulta che ci siano stati casi di focolai in qualche sala. A questo si aggiunge il calo delle scommesse dovuto anche agli interventi normativi sulla aliquota di imposta; il minor reddito procapite dei giocatori; la riduzione della rete dei negozi; l’espulsione del gioco legale dai centri urbani in applicazione di leggi regionali e comunali…”.


 
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