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  • sabato 20 aprile 2024

Azzolina passa la palla: “Decideranno le Regioni quando riaprire le scuole”

 


“Decideranno le regioni quando riaprire le scuole visto che hanno il potere di farlo, lo hanno dimostrato in questo ultimo periodo. Noi come governo abbiamo posto in essere tutto ciò che poteva permettere la riapertura delle scuole”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Unomattina, su Rai1.


“Abbiamo lavorato il mese di dicembre insieme ai prefetti città per città”, ha ricordato la ministra. “Ci sono piani per l’ingresso nelle scuole con orari scaglionati, con più mezzi anche di trasporto, abbiamo anche questa estate lavorato su mascherine, igienizzanti, distanziamento, banchi, più insegnanti, più personale ATA, Sono tutte azioni concrete e reali per riportare i nostri studenti a scuola”.


“Quando i presidenti di regione decideranno che i nostri studenti potranno tornare a scuola potranno farlo perché è stato predisposto tutto affinché questo accadesse” ha detto ancora Azzolina, “non a caso la Toscana, l’Abruzzo, la Val d’Aosta e il Trentino hanno riportato gli studenti delle scuole superiori in classe”.


La ministra ha detto anche che chiederà i “ristori formativi” per consentire agli studenti di recuperare dopo mesi di didattica a distanza causa Covid, escludendo l’attivazione di corsi di recupero la prossima estate: “Io non penso che si possa pensare di recuperare d’estate, bisogna recuperare oggi, nel senso che uno degli errori più grandi che si fa è quello di dire che è più facile chiudere la scuola perché la scuola non ha bisogno di ristori”.


“Se io chiudo un negozio, il negozio a fine serata sa bene quanto ha perso, e questo è valutabile immediatamente, è computabile, con le scuole no. Allora – ha dichiarato Azzolina – sarò io adesso a chiedere i ristori, i ristori formativi, perché io ho bisogno immediatamente dei corsi di recupero per gli studenti che sono rimasti più indietro, e non sono solo quelli della scuola superiore”.


“Io ho anche bambini della scuola primaria che sono sì adesso a scuola ma ci sono dei territori dove sono andati un po’ meno. E’ vero che il 7 gennaio sono tornati in 5 milioni i bimbi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Però io so bene che vengono anche da tre mesi di didattica a distanza dell’anno scolastico precedente e devo poterli recuperare adesso”.


 


 

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