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  • martedì 29 aprile 2025

Il futuro della Capitale, Rutelli si confronta con i suoi studenti della Scuola del Servizio Civico

 


Più di venti interventi, oltre tre ore di botta e risposta. Tanto è durato l’incontro in streaming fra gli studenti della Scuola di Servizio Civico e Francesco Rutelli, che ne è il fondatore. Una lezione speciale. Punto di partenza, il suo ultimo libro, “Tutte le stade partono da Roma”, Editori Laterza, che racconta 28 secoli di stratificazioni urbane nella Capitale.  Il passato come punto di partenza per una proiezione totale nel futuro, attraverso le questioni poste dagli studenti. A loro l’ex sindaco di Roma ha mandato un messaggio forte e chiaro: “Il futuro? E’ nelle vostre mani. Gli obiettivi? Sono quelli della vostra generazione”. E’ a questi ragazzi che hanno scelto una scuola di alta specializzazione per pubblici servitori, così come a tanti loro coetanei, che spetta costruire la città che vorrebbero.  Una città da non lasciare più, come hanno fatto in tanti. “Sta a voi – ha risposto Rutelli a chi gli chiedeva come evitare la fuga dei cervelli – creare le condizioni perché Roma sia viva, febbrile, vibrante come altre città europee. E’ chi governa che deve attuarle, certo, ma sta a voi pretenderle, non come un dono, ma come una cosa dovuta”. Trasporti integrati, centralità create fuori dal centro, integrazione, sostenibilità, digitalizzazione. Tante idee per le quali serve la “scintilla del buongoverno”.  E con le tecnologie e i fondi europei in arrivo con il Recovery Fund, “disponete di strumenti che nessuno ha avuto mai nella storia, ma ci sono anche tanti vincoli e problemi da superare (non ultimi quelli posti dal Covid). Avete un’occasione fantastica. Che meraviglia i vent’annicosa avrebbero fatto Michelangelo o Bernini con le tecnologie a vostra disposizione”.  Il nuovo strato della Capitale, insomma, è tutto da inventare. E a chi gli chiede cosa metterebbe sopra al Circo Massimo, Rutelli risponde: “Non lo toccherei, ma lì accanto, svuoterei il palazzo della Fao, che porterei fuori dal centro con le altre agenzie mondiali, e ne farei una grande realtà di architettura contemporanea con dentro il museo sulle stratificazioni di Roma”.


 

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