Conte sferza Salvini: “Indegno citofonare additando privati cittadini”

Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali “si è rappresentata un’altra modalità di fare campagna-spettacolo: il tentativo è di andare in giro a citofonare, forse c’era anche chi voleva citofonare qui a Palazzo Chigi. È bene che queste modalità non abbiano più seguito”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando davanti a Palazzo Chigi e commentando l’episodio di Matteo Salvini che in campagna elettorale in Emilia Romagna ha citofonato a casa di un tunisino residente a Bologna insinuando che fosse uno spacciatore.
“Ho trovato indegno – ha proseguito – andare in giro con le troupe, quindi anche con il clamore dei media, a citofonare additando singoli privati cittadini, a torto o a ragione non importa, come responsabili di gravi comportamenti delittuosi. È inacettabile. Mi ricorda pratiche oscurantiste del passato, inaccettabili, un dagli all’untore inaccettabile in una società civile tantomeno da chi per 15 mesi è stato ministro dell’Interno e allora aveva la responsabilità di perseguire i reati di cui si lamenta. Sono scorciatoie mediatiche spettacolari che non possiamo accettare”.
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