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  • martedì 7 dicembre 2021

Elkann: “Stellantis punto di partenza non di arrivo”

 


"Questo momento non lo considero un punto di arrivo, è piuttosto un punto di partenza". Così John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, commenta la nascita di Stellantis in un’intervista a Le Figaro. A proposito delle sfide che attendono il gruppo con i suoi 14 marchi, Elkann osserva: "La dimensione è un punto di forza, non di debolezza. Psa è riuscita perfettamente a integrare Opel. Idem per Fiat e Chrysler. Sappiamo far convivere, all’interno della stessa famiglia, delle personalità molto diverse". L’intervista di Bertille Bayart è pubblicata sul Figaro (pagina 20), in edicola oggi. Il titolo è "John Elkann, la buona stella dell’impero Agnelli. il giovane presidente di Stellantis è un ardente difensore del capitalismo famigliare. Confida al Figaro la sua ambizione per il Gruppo che dirige". A proposito della sua fama in Francia Elkann spiega: "Credo che bisogna sapere essere retto e fermo. Bisogna essere chiari sulle basi su cui si è pronti a prendere un impegno. Non fare è anch’essa una decisione, e talvolta è quella buona". Il presidente di Exor sottolinea il ruolo del capitalismo familiare ("le famiglie danno una performance migliore") e smentisce che gli Agnelli siano più investitori finanziari che industriali. "Non è vero. Abbiamo investito in Fiat, nei prodotti e nelle fabbriche. Abbiamo creato tutta la filiera che ha permesso di lanciare la Fiat 500 elettrica. Abbiamo fatto di Jeep un successo mondiale. Abbiamo lanciato dei prodotti super performanti a marchio Alfa Romeo come Giulia e Stelvio. In piena pandemia, abbiamo lanciato la prima Maserati il cui motore è derivato dalla nostra esperienza in Formula 1", afferma. "Il carattere forte fa parte delle chiavi del successo. Come già in passato, sarò un presidente che ha la grande fortuna di poter lavorare a fianco di un leader molto competente e con il quale condivido la stessa ambizione, la stessa visione e lo spirito da pionieri di cui abbiamo bisogno per scrivere un nuovo capitolo della storia dell’automobile che si annuncia appassionante".


 

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