Da Piazza Vittorio a Piazza Venezia in tram, prende corpo il nuovo progetto di Roma Capitale

“Facciamo un viaggio insieme. Oggi vi mostro in anteprima il nuovo percorso tranviario da piazza Vittorio Emanuele fino a piazza Venezia. Sono pochi chilometri, che però si uniranno ai binari già esistenti e permetteranno di creare un’unica linea tram, la numero 4, che in futuro collegherà direttamente la Prenestina alla Gianicolense passando per il Centro storico e lungo via dei Fori Imperiali”. E’ un video-rendering mostrato dalla sindaca di Roma Virginia raggi su Fb. “Presto presenteremo al ministero delle Infrastrutture il progetto per questa tratta centrale, per ottenere i finanziamenti necessari. È un passo fondamentale per portarlo avanti”, conclude.





Fdi alla Raggi: “Non scarichi su altri Comuni il fallimento sul Piano rom”

 

Fratelli d’Italia si esprime, attraverso Andrea Volpi, capogruppo in Città Metropolitana e Giovanni Quarzo, membro della Direzione nazionale contro la scelta della Giunta Raggi di affidare alloggi alla popolazione Rom nell’area della Città Metropolitana.  “Il Comune di Roma – sottolinea Volpi – ha avviato una procedura di gara per l’affidamento del servizio sperimentale di accoglienza diffusa in favore di nuclei rom, sinti e camminanti. In seguito a ciò ho ritenuto necessario richiedere al Presidente della Commissione Trasparenza della Città Metropolitana di Roma di far luce sulle possibili ricadute in termini di sicurezza sociale e sanitaria che l’affidamento di questo servizio potrebbe comportare in Comuni dell’area metropolitana, atteso che la procedura è articolata in tre lotti suddivisi su base comunale e regionale”.  Preoccupazione condivisa da Quarzo che dichiara: “Il fallimento della Raggi sul Piano Rom è talmente evidente che nessun bando dell’ultima ora riuscirà a cancellare l’ennesima promessa non mantenuta. Questo modello di inclusione sociale per il quale ogni anno si sperperano soldi pubblici non ha prodotto alcun risultato se non quello di distrarre risorse dai veri bisognosi della Città di Roma. Il tanto pubblicizzato superamento dei Campi Rom non c’è stato così come restano impietosi i numeri relativi all’abbandono scolastico dei minori e i numeri dei reati commessi da chi sceglie di vivere nell’illegalità”.





Sindacati contro la Raggi: “Esclusi dal confronto sul Bilancio Previsionale”

 

 

“Le parti sociali sono state escluse da ogni confronto programmatico sul bilancio di previsione 2021-2023”: i segretari generali della Cgil di Roma e del Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti e Uil Lazio Michele Azzola, Carlo Costantini e Alberto Civica, esprimono nero su bianco in una nota il proprio disappunto in una lettera inviata stamane alla sindaca Raggi, all’assessore al Bilancio Lemmetti e ai capigruppo del Consiglio Comunale sottolineando come in questa assenza di confronto si debba cogliere “una perdurante debolezza elaborativa e programmatica, una persistente volontà autoreferenziale della politica istituzionale della Capitale, nonché una scarsa trasparenza nelle decisioni della Giunta che, dopo cinque anni di governo, lascia inalterati sul tavolo del prossimo sindaco i problemi strutturali e infrastrutturali della città e un tessuto sociale e solidaristico lacerato e indebolito”. Sui tagli alle politiche sociali nel bilancio del Campidoglio – tagli che per il 2021 ammontano a 190 milioni di euro – si è tenuta oggi una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle cooperative Agci Solidarietà Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio e Legacoopsociali Lazio. Una scelta, quella del Campidoglio, in controtendenza “rispetto a un contesto sociale italiano ed europeo dove le maggiori istituzioni politiche ed economiche richiamano la necessità strategica di attuare programmi e azioni condivisi attraverso processi decisionali partecipativi da perseguire con un ruolo attivo e propositivo degli attori economici e sociali dei territori”. “Viene dunque confermata – scrivono i sindacalisti – una totale sottovalutazione del contributo che la contrattazione sociale e territoriale possono offrire in termini di proposte rispetto al ruolo di presidio diffuso che le organizzazioni sindacali svolgono giornalmente sia in relazione ai posti di lavoro e al territorio, sia in relazione all’esteso disagio sociale presente in città. Peraltro, l’emergenza Covid-19 oltre all’emergenza sanitaria accentua anche le pregresse problematiche della Capitale: è infatti evidente che la crisi sanitaria si trascina dietro una serie di problemi sociali, economici, politici, culturali, ambientali e istituzionali, che sono da tempo presenti nella nostra società ma che ora la pandemia ha amplificato. Per intervenire in una logica di progressiva riduzione delle disuguaglianze quindi non basta concentrarsi sull’emergenza sanitaria e sociale ma bisogna rileggere le politiche e ripensare i nostri interventi passati e investire le risorse sul sociale in modo innovativo. Sarebbe gravissimo se, come rileviamo da una prima lettura della proposta di bilancio, fossero confermati i tagli a importanti capitoli di bilancio come la spesa sociale dei municipi. Analoga riflessione si può fare sul lavoro e lo sviluppo; le statistiche ci confermano il perdurare di una tendenza di lungo periodo di perdita di valore aggiunto delle produzioni, di riduzione dei redditi da lavoro, di crescita del lavoro precario e saltuario, di scarsa o nulla capacità attrattiva della città rispetto agli investimenti internazionali su segmenti di servizi e produzioni ad alta intensità di lavoro e capitale”. “Nel merito – concludono – sarebbe stato opportuno un confronto rispetto alle nuove idee, nuove infrastrutture, nuovi servizi e nuovi progetti per costruire una città all’altezza della sua storia, in una programmazione che metta al centro le persone e i loro bisogni, senza scontri generazionali ma creando i giusti equilibri in una logica di diffuso progresso economico e sociale”.





Lemmetti (Roma Capitale): “Nessun taglio ai servizi sociali”

 

“L’impegno della nostra Amministrazione per le categorie più deboli è stato continuo e innegabile. Anche quest’anno abbiamo approvato un bilancio che, nonostante le perdite di gettito dovute alla pandemia e nell’attesa di ulteriori ristori statali previsti nei prossimi mesi, continua a garantire i servizi sociali: il Bilancio di previsione stanzia nel 2021, per i servizi erogati dal Dipartimento Politiche sociali e dai Municipi, la stessa somma spesa nel 2020, circa 360 milioni di euro. Questa cifra potrà essere incrementata con successive rimodulazioni e variazioni, come è avvenuto anche lo scorso anno: nel corso del 2020 infatti, rispetto all’iniziale previsione, abbiamo aumentato la spesa per il sociale con risorse aggiuntive per oltre 70 milioni di euro”. Lo dichiara in una nota l’assessore al Bilancio di Roma Capitale, Gianni Lemmetti.  “I numeri diffusi oggi da alcune organizzazioni sindacali e associazioni – aggiunge Lemmetti – vengono quindi utilizzati in modo improprio: quelle somme infatti comprendono altre spese, come quelle per i dipendenti comunali, le manutenzioni o i mutui, che non vanno a incidere direttamente sulla quantità e qualità dei servizi sociali offerti. Parlare di tagli è ingiustificato e risponde solo all’esigenza politica di allarmare i cittadini: niente di più sbagliato in questo momento”.  “Il Dipartimento Politiche Sociali non ha rilevato tagli nei bilanci di competenza e siamo in costante raccordo con l’Assessorato al Bilancio. In ogni caso, consapevoli del lavoro fatto e delle difficoltà del momento, abbiamo aperto un tavolo di confronto con i Municipi per ascoltare le loro richieste. La manifestazione che si è svolta oggi, giorno prima dell’incontro, sembra quindi essere stata organizzata solo per strumentalizzare le categorie più deboli a fini esclusivamente politici”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, Veronica Mammì.





Alla Regione Lazio proposta di istituzione del medico scolastico di Lombardi (M5S)

 

“Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno alla Legge di Stabilità 2021 a mia prima firma che impegna la Giunta Zingaretti a rendere strutturale e stabile in tutte le scuole di ogni ordine e grado della nostra regione la reintroduzione del medico scolastico, misura approvata con un mio odg precedente e resa poi operativa con un’ordinanza regionale, e a portare questo provvedimento in Conferenza Stato-Regioni affinché sia applicato anche a livello nazionale”. Lo rende noto Roberta Lombardi, capogruppo M5S in Regione Lazio, a margine della seduta del Consiglio regionale di oggi sugli ordini del giorno relativi al bilancio 2021. “Un nuovo, importante, passo in avanti dopo aver ottenuto, sempre nell’ambito della legge di Stabilità, la copertura finanziaria del provvedimento per il prossimo triennio attraverso l’approvazione di tre milioni di euro per reintrodurre il medico scolastico nella nostra regione proposta da un mio emendamento – spiega Lombardi – Un obiettivo fondamentale in questo momento di difficoltà legato alla pandemia ma che rimane a patrimonio di tutta la comunità scolastica e dell’intera società anche oltre l’emergenza covid19 nell’ottica di un benessere allargato dei nostri ragazzi, come abbiamo spiegato nella nostra campagna #UnMedicoInOgniScuola”. “Proprio in questi giorni ho scritto una lettera all’assessore regionale alla Sanità, D’Amato, per sapere a che punto è lo stato dei lavori per attuare concretamente la reintroduzione del medico scolastico e il certificato medico pediatrico dematerializzato e quali siano le tempistiche per il raggiungimento della loro piena operatività. Si tratta infatti di due strumenti fondamentali per favorire il ritorno alla didattica in presenza e garantire così il benessere psicologico, relazionale e la socialità di tutta la comunità scolastica, in particolare degli studenti. Con l’approvazione dell’ordine del giorno di oggi, non ci sono più scuse né sono ammessi ritardi. Mi auguro che D’Amato ci dia al più presto delucidazioni sui tempi di attuazione e che, per quanto riguarda in particolare il medico scolastico, tutta la Giunta rispetti la chiara indicazione decretata oggi dall’aula consigliare e già sostanziata con una voce dedicata nel bilancio regionale”, conclude Lombardi.





Hong Kong, nuova retata di militanti delle autorità cinesi

 

 

La polizia di Hong Kong operativa a tutela della sicurezza nazionale ha arrestato 11 persone in un raid fatto all’alba, tra cui Daniel Wong, un avvocato di lungo corso noto per le battaglie sui diritti umani.   L’operazione, secondo i media locali, è collegata al tentativo di cospirazione a favore dei 12 attivisti pro-democrazia che ad agosto furono arrestati dalla guardia costiera cinese mentre tentavano di raggiungere Taiwan in motoscafo. La retata è maturata a una settimana dal maxi blitz che ha decapitato il fronte democratico per aver organizzato a luglio le primarie in vista delle politiche di settembre 2020, poi rinviate per il rischio Covid.





Impeachment per Trump, la Camera dei rappresentanti Usa ha detto sì

 

La Camera dei Rappresentanti dice sì all’impeachment per Donald Trump, primo presidente degli Stati Uniti ad essere stato messo in stato d’accusa due volte durante il suo mandato. La Camera ha infatti raggiunto i 217 voti necessari ad approvare l’articolo di impeachment che accusa Trump di aver incitato l’insurrezione e la violenza contro il Congresso. Insieme ai democratici hanno votato anche nove deputati repubblicani.  Trump "deve andarsene, è un chiaro e immediato pericolo" per la democrazia, ha detto la speaker della Camera, Nancy Pelosi, aprendo il dibattito. "Noi sappiamo che il presidente degli Stati Uniti ha incitato questa insurrezione, armato la ribellione, contro il nostro Paese" ha affermato Pelosi, per questo Trump "deve andarsene".





Torna l’incubo in Cina, dopo 8 mesi registrata una vittima di Covid

 

La Cina ha registrato un nuovo decesso legato al Covid-19, il primo in otto mesi. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale nei suoi aggiornamenti quotidiani, precisando che il caso è stato registrato nella provincia di Hebei, il focolaio più grave in atto attualmente nel Paese. In risalta i nuovi casi: sono 138 i nuovi

positivi registrati, il dato tocca i massimi livelli da marzo 2020.





Varianti Covid possono essere intercettate dai tamponi

 

Il direttore sanitario dello Spallanzani incontra gli studenti in protesta del liceo Tasso di Roma: "Sì alla scuola in presenza dal 18, ma vediamo i dati. I ragazzi hanno ragione, un po’ di impegno e forse ce la facciamo". "Non mi risulta che ci siano varianti che i tamponi non riescano a rilevare". Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia rispondendo ai cronisti a margine del sit in organizzato dal liceo Tasso a Roma commentando le criticità diagnostiche relative alla variante inglese indicate in una relazione dell’Oms del 22 dicembre. Vaia a proposito dei vaccini ha aggiunto: "Tutta la documentazione scientifica ci dice che i vaccini attualmente a disposizione coprono anche eventuali varianti. Questo ci deve dare garanzia, certezza e serenità".





Sanitari no-vax delle Rsa, ci sarà la sospensione dalla professione per chi rifiuta il vaccino

 

 

Una sospensione dal lavoro fino a 8 mesi per i dipendenti della case di riposo che rifiutano il vaccino anti-Covid: è quanto viene espresso in un parere legale richiesto da Giovanni Belloni, medico pavese e presidente della Società italiana dei medici delle Rsa. Belloni ha deciso di rivolgersi a un pool di 3 avvocati, dopo che in alcune strutture del Pavese una parte del personale ha manifestato parere contrario alla vaccinazione.





Nuovo Decreto anti-Covid approvato dal Governo. Prorogata l’emergenza fino al 30 aprile

Il Cdm ha approvato il nuovo decreto legge con le misure antu-Covid. Il provvedimento proroga lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, come anticipato dal ministro Speranza in Parlamento. Previsto il divieto di spostamenti tra le Regioni e le province autonome dal 16 gennaio al 5 marzo salvo per motivi di lavoro, necessità o salute. E’ stato inoltre istituita una piattaforma informativa nazionale per agevolare la distribuzione delle dosi vaccinali. Entreranno in vigore da domenica 17 gennaio le ordinanze di Speranza che assegneranno le fasce alle varie Regioni, con relative restrizioni.

Sabato 16 il nuovo Dpcm manterrà le principali misure dell’attuale provvedimento, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l’inserimento delle Regioni in zona arancione o rossa. L’ipotesi prevalente è che per sabato 16 resterà valida l’attuale colorazione suddivisa nelle diverse fasce.  Nel nuovo Dl approvato dal Consiglio dei ministri si legge che la nuova piattaforma informativa vaccinale iintende favorire la distribuzione anche dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. "Su istanza della Regione o Provincia autonoma, la piattaforma esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al ministero della Salute". Intanto l’Aifa avverte: "Attenersi alle indicazioni di somministrazione di due dosi per i vaccini finora approvati".

 "Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale. purtroppo". Lo dice Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, Associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. "E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una debalce senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori".




Italia verso il milione di vaccinazioni anti-Covid

 

Sono 885.814 le vaccinazioni anti-Covid realizzate in Italia. Il dato, aggiornato alla mezzanotte di mercoledì, è reso noto dal ministero della Salute. Con 1.408.875 dosi di vaccino consegnate, l’Italia ne ha somministrato a questo stadio il 62,9%. La Regione che in termini percentuali ha somministrato il maggior numero di vaccini a disposizione è la Campania (85,6%), l’ultima è la Calabria (35,5%). In termini assoluti, la Lombardia ha somministrato il maggior numero di vaccini (122.759 su 234.645), ultima la Valle d’Aosta (2.602 su 3.920).





Speranza: “Anticipare le restrizioni per evitare una nuova ondata di contagi”

 

 

"I dati europei sono in significativo peggioramento. La situazione non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata". Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza, nel suo intervento all’incontro con le Regioni, a quanto si apprende da fonti accreditate.  Il ministro della Salute ha poi ribadito le nuove misure previste per contrastare l’epidemia. "Con indice Rt 1 la zona sarà arancione, sarà rossa con Rt 1.25, in arancione anche con rischio alto per rendere il modello tempestivo", ha spiegato a quanto si apprende. Speranza ha illustrato anche lo "stop alla mobilità tra Regioni gialle con le deroghe già previste" e "la proroga dello stato di emergenza al 30 aprile".  Il ministro ha poi "confermato il limite delle due persone" che si possono ospitare in casa "non conviventi". Mentre, come già annunciato ieri nelle comunicazioni al Parlamento, ha evidenziato la possibilità di una "zona bianca, un segnale per il futuro, dove sono vigenti le regole comportamentali ma non gli altri divieti", ha affermato e per averla "servono 3 settimane di fila con incidenza sotto i 50, Rt sotto l’1 e rischio basso".





Alitalia, gli stipendi dei dipendenti sono a rischio. Preoccupazione per il futuro da parte di Fnta

 

Il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande ha convocato urgentemente nella serata di ieri i sindacati. Lo si apprende da fonti sindacali, che spiegano come il commissario abbia illustrato la "criticità del momento", caratterizzata dal fatto che la "difficile tenuta finanziaria dell’azienda", che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli stipendi, si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi. La Federazione nazionale del trasporto aereo “manifesta grande preoccupazione per le sorti di Alitalia”. Lo afferma la Fnta, sottolineando che “le scarse risorse economiche a disposizione del commissario Leogrande e i molti rilievi da parte della commissione europea sul piano industriale presentato da Ita mettono a serio rischio il futuro degli 11.500 dipendenti di Alitalia”.  La federazione che riunisce i piloti e gli assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp “auspica che le forze parlamentari e il governo garantiscano ogni tipo di supporto, politico e finanziario, perchè il progetto di risanamento e rilancio della compagnia di bandiera possa andare a buon fine e con esso possa essere garantito un adeguato futuro lavorativo ai lavoratori coinvolti”.  “Si richiama inoltre – aggiunge la Fnta – la necessità che il fondo di solidarietà del trasporto aereo venga adeguatamente finanziato per far fronte al perdurare degli effetti della pandemia”.

 

 

 





Consumi record di prodotti biologici domestici per 3,3 miliardi di euro

 

Con il Covid “che spinge i consumi domestici di alimenti bio al record di 3,3 miliardi di euro, il via libera al ddl sul biologico rappresenta un passo importante verso la tutela dei consumatori e delle vere produzioni Made in Italy”. Lo afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Ismea sul 2020, valutando positivamente il via libera della commissione agricoltura del Senato alla proposta di legge che prevede l’introduzione di un marchio per il bio italiano, “richiesto dalla Coldiretti per contrassegnare tutti i prodotti bio ottenuti da materia prima italiana che potranno essere valorizzati sul mercato con l’indicazione ‘biologico italiano’ e protetti contro tutte le usurpazioni, imitazioni e evocazioni”. 





Bonus per il comparto della ristorazione, arrivate oltre 46mila domande

 

Sono 46.692 le domande inoltrate ai fini del Bonus Ristorazione, in attuazione del Decreto agosto. Lo rende noto il Mipaaf.  Nel dettaglio, 31.086 domande sono state presentate via web e 15.606 attraverso gli Uffici Postali. L’importo totale dei contributi richiesti via web è di oltre 221 milioni per una media di 7.139,40 euro a domanda. Poste Italiane, spiega il ministero, è impegnata nella fase di completamento della lavorazione delle domande pervenute attraverso gli uffici postali.





Salario minimo, detassare gli aumenti con i rinnovi

 

La proposta del ministro del lavoro nel corso dell’audizione alla commissione lavoro della Camera sulla proposta di direttiva europea sul tema dei salari minimi. "Anche per mitigare l’impatto dell’introduzione del salario minimo sul costo del lavoro in taluni settori, sarebbe opportuno adottare ulteriori misure che incentivino la contrattazione collettiva a fissare salari dignitosi e fungano da sostegno per le imprese. Si potrebbe pensare, ad esempio, alla detassazione, per un certo periodo, degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali, così da determinare un progressivo allineamento dei minimi retributivi all’importo del salario minimo". La proposta arriva dal ministro del lavoro, Nunzia Catalfo nel corso dell’audizione alla commissione lavoro della Camera sulla proposta di direttiva europea sul tema dei salari minimi.  





L’ira di Zingaretti: “Da Renzi un atto contro il Paese”

 

L’ira di Zingaretti: “Da Renzi un atto contro il Paese”

 

 

Matteo Renzi ha commesso un “errore gravissimo”, un “atto contro il Paese”. Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti parlando al Tg1. “Quello di Iv è un errore gravissimo” un atto “contro l’Italia: avremmo bisogno di nuovi investimenti, lavoro, sanità, di combattere pandemia. Non certo di una crisi di governo. Da domani vedremo che fare, però certo è un atto contro il Paese”. La mossa di Renzi, è “incomprensibile”, dice Zingaretti, perché era arrivata la massima disponibilità nei suoi confronti: “Tutti i partiti di maggoiranza e il presidente Conte ancora questo pomeriggio avevano assicurato disponibilità a costruire insieme una visione del futuro, con un patto di legislatura. Questo rende scelta di iv ancora più incomprensibile”. “E’ a rischio tutto: gli investimenti su digitale e green economy, sicuramente anche il Mes. E’ una scelta che frena il processo di ricostruzione dell’Italia".





M5S prende con filosofia lo strappo di Italia viva

 

 

“Prendiamo atto”: c’è perplessità sulla conferenza stampa di Matteo Renzi, nel primo commento a caldo di una fonte di vertice del Movimento 5 stelle. “Lui – sottolinea – ha ritirato i ministri ma non ha detto che ritira la fiducia alla maggioranza e al Governo, ha detto che voterà le cose… Adesso ci prendiamo un momento di riflessione”.

Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Vito Crimi, tengono i contatti con palazzo Chigi e gli alleati, raccontano negli ambienti stellati, in attesa che il presidente del consiglio Giuseppe Conte valuti la nuova situazione “innanzitutto con Mattarella”, spiega la stessa fonte. I 5 stelle non temono l’isolamento: “Italia viva – dicono – esplode se esce dalla coalizione: loro ci provano sempre a stare nell’alleanza, in Calabria che fanno?”. Gli sviluppi, al netto delle valutazioni che dovrà fare il capo del Governo, potrebbero portare quindi “a un voto in Parlamento, si vedrà se ci sono questi voti di Italia viva e se magari ce ne sono degli altri”. Sullo sfondo del ragionamento, l’ormai mitica pattuglia dei “responsabili”, della quale si parla da tempo e che potrebbe fornire voti aggiuntivi per rendere ininfluente la pattuglia renziana: “Certamente ci sono dei movimenti in corso”, si dice negli ambienti stellati, anche se in un primo momento i responsabili “potrebbero non manifestarsi con un gruppo parlamentare”. Una ipotesi che sarebbe più credibile se ci fosse, cosa che non è confermata ma, a precisa domanda, neanche smentita dalle fonti parlamentari stellate, la garanzia di una futura lista Conte, indipendente dai 5 stelle ma già sicura della coalizione con loro e il Pd, a dare una prospettiva ai “cani sciolti” del gruppo misto e agli eventuali transfughi del centrodestra che dovessero entrare in maggioranza.




M5S prende con filosofia lo strappo di Italia viva

 

“Prendiamo atto”: c’è perplessità sulla conferenza stampa di Matteo Renzi, nel primo commento a caldo di una fonte di vertice del Movimento 5 stelle. “Lui – sottolinea – ha ritirato i ministri ma non ha detto che ritira la fiducia alla maggioranza e al Governo, ha detto che voterà le cose… Adesso ci prendiamo un momento di riflessione”.

Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Vito Crimi, tengono i contatti con palazzo Chigi e gli alleati, raccontano negli ambienti stellati, in attesa che il presidente del consiglio Giuseppe Conte valuti la nuova situazione “innanzitutto con Mattarella”, spiega la stessa fonte. I 5 stelle non temono l’isolamento: “Italia viva – dicono – esplode se esce dalla coalizione: loro ci provano sempre a stare nell’alleanza, in Calabria che fanno?”. Gli sviluppi, al netto delle valutazioni che dovrà fare il capo del Governo, potrebbero portare quindi “a un voto in Parlamento, si vedrà se ci sono questi voti di Italia viva e se magari ce ne sono degli altri”. Sullo sfondo del ragionamento, l’ormai mitica pattuglia dei “responsabili”, della quale si parla da tempo e che potrebbe fornire voti aggiuntivi per rendere ininfluente la pattuglia renziana: “Certamente ci sono dei movimenti in corso”, si dice negli ambienti stellati, anche se in un primo momento i responsabili “potrebbero non manifestarsi con un gruppo parlamentare”. Una ipotesi che sarebbe più credibile se ci fosse, cosa che non è confermata ma, a precisa domanda, neanche smentita dalle fonti parlamentari stellate, la garanzia di una futura lista Conte, indipendente dai 5 stelle ma già sicura della coalizione con loro e il Pd, a dare una prospettiva ai “cani sciolti” del gruppo misto e agli eventuali transfughi del centrodestra che dovessero entrare in maggioranza.





Via la delegazione di Italia viva dal Governo, anche se Renzi non ha chiuso definitivamente la porta

 

"Ora Conte è costretto al confronto", il ragionamento di Italia Viva sulla mossa di Matteo Renzi, che ieri ha annunciato il ritiro delle ministre Bellanova e Bonetti dal governo. Una mossa, si spiega, che non vuole spingere il premier alle dimissioni anche se "non c’è un solo nome per Palazzo Chigi". "Se non l’avessimo fatto, il confronto non sarebbe mai cominciato. Adesso può iniziare, Conte è costretto a farlo". Così da Iv si sintetizza il senso della mossa di Matteo Renzi che, dopo una giornata in cui tutto sembrava andare verso una ’pacificazione’, ha fatto saltare il banco confermando il ritiro della delegazione Iv dal governo. Una mossa, si spiega, che non vuole spingere Conte alle dimissioni. "Renzi non ha mai detto che Conte si deve dimettere". Ma ad aprire quel confronto che "dopo il 5 novembre, quando si videro Conte e il leader della maggioranza, non c’è più stato”.





Bonomi (Confindustria): “Vogliamo un Governo che ascolti le imprese”

 

 

Ora un governo che sappia ascoltare e una politica che metta uno stop ai personalismi. E’ la richiesta del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che in un’intervista al ’Corriere della sera’ non risparmia critiche all’esecutivo che "non ha mai dato risposte" a proposte e istanze delle imprese e non ha mai interpellato le parti sociali sul Recovery "approvato senza dibattito e confronto", risultando privo di una "visione". L’augurio di Bonomi è che arrivi "un governo disponibile ad ascoltare chi ha dimostrato capacità di far crescere il Paese",visto che "l’industria manifatturiera è quella che tiene in piedi" l’Italia. Ai nostri politici Bonomi chiede di "uscire dalla gabbia dei personalismi": "Nessuno - osserva - parla più della realtà ma la realtà bussa alla porta e presenta il conto".  Secondo il leader degli industriali, il piano del governo per il Recovery non è "adatto a cogliere un’occasione unica" e non se ne capisce la coerenza; un errore non prendere il Mes. "Il Paese - sottolinea Bonomi - è sfiduciato, non ne può più di decisioni che cambiano ogni pochi giorni o di scoprire solo nelle conferenze stampa della domenica cosa si potrà fare il lunedì". A fronte dell’aumento del debito, Bonomi si chiede cosa succederà quando gli altri Paesi ripartiranno se l’Italia resta ferma come in passato.  Secondo il presidente di Confiundustria, il Paese rischia un dramma sociale sul fronte occupazione e il modello di Cassa integrazione Covid alla lunga non può funzionare. "La politica - ribadisce in conclusione Bonomi - esca dalla gabbia dei personalismi e guardi in faccia la realtà".  





Ricovero a Montecarlo per Silvio Berlusconi. Problemi cardiaci

 

Silvio Berlusconi è ricoverato al Centro cardiotoracico del Principato di Monaco per accertamenti. A quanto si apprende da fonti di Forza Italia, il leader degli azzurri tornerà a casa tra pochi giorni. Berlusconi si trovava in Costa Azzurra, dove ha trascorso anche gran parte del lockdown. Il medico personale dell’ex Presidente del Consiglio,   Zangrillo ha spiegato di essersi recato "d’urgenza" nel Sud della Francia dal leader di Forza Italia e di "averlo visitato personalmente lunedì", per via di "un aggravamento". Da qui la scelta del ricovero a Monaco "non avendo ritenuto prudente un trasferimento" di Berlusconi in Italia, ha detto lo specialista. Il presidente di Forza Italia dovrebbe tornare a casa, a Valbonne, nella villa della primogenita Marina in Provenza, tra pochi giorni.





Lazio verso la zona arancione, Rt sopra quota 1

 

 

Lazio verso la zona arancione, Rt sopra quota 1

 

Con un Rt poco sopra l’1 il Lazio si avvia a diventare zona arancione. Lo rende noto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. Da quando sono state introdotte le zone di rischio, il Lazio è sempre stato giallo. Intanto, nella giornata odierna, su 14mila tamponi processati in Regione si sono registrati 1.816 nuovi casi di coronavirus, con altri 47 decessi. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 12% 




Sono 17.246 i nuovi positivi al Coronavirus. 522 i decessi

  

E’ di 17.246 nuovi casi positivi, l’ultimo bollettino sul Coronavirus in Italia a fronte di 160.585 tamponi processati. Il tasso di positività odierno si attesta al 10,7%, in aumento dell’1,7% rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 522 decessi, per un totale di 80.848 dall’inizio della pandemia. Calano di 22 unità le terapie intensive (2.557 in tutto), mentre sono 415 in meno i ricoveri negli altri reparti Covid. 





Crisi di Governo, Conte di nuovo da Mattarella. Ci sarà un passaggio parlamentare

 

Il premier Conte si è recato al Quirinale per un nuovo colloquio con Sergio Mattarella all’indomani della crisi politica innescata da Renzi. Contro il leader di Italia Viva si sono scagliati sia Di Maio che lo ha definito "irresponsabile", che Zingaretti, secondo cui "Italia Viva è inaffidabile per qualsiasi scenario". Intanto Franceschini annuncia la ricerca "alla luce del sole" di una nuova maggioranza parlamentare.